Boo Riquelme Publicado 11 Junho 2016 mais um para a hate list: Pjanic. Jogador do crl e que adorava... Compartilhar este post Link para o post
SAS_Robben Publicado 11 Junho 2016 Juventus, o Bayern de Itália Compartilhar este post Link para o post
Fajo Publicado 11 Junho 2016 Oliver parece que foi oferecido à Roma. Tanta qualidade, como é que nenhum colosso vai buscar este craque? Compartilhar este post Link para o post
Refutador Publicado 11 Junho 2016 Oliver parece que foi oferecido à Roma. Tanta qualidade, como é que nenhum colosso vai buscar este craque? Ajudava se o Simeone o metesse a jogar. Compartilhar este post Link para o post
Kanye Publicado 11 Junho 2016 (editado) O Simeone é que não o quer mesmo. Mas quer 15M€ por ele. Editado 11 Junho 2016 por Kanye Compartilhar este post Link para o post
Fajo Publicado 11 Junho 2016 Ajudava se o Simeone o metesse a jogar. Já se percebeu que não encaixa na sua maneira de jogar, mas tipo Dortmund, Arsenal, City do Pep, Liverpool ,ninguém vai lá buscar o gajo lol. Compartilhar este post Link para o post
Mary Publicado 11 Junho 2016 A 3ª camisola da Juve para a próxima época. Compartilhar este post Link para o post
johan Publicado 12 Junho 2016 Episodio vergognoso a Foggia, l'allenatore del Pisa Rino Gattuso è stato colpito da una bottiglietta lanciata dalla tribuna ed è finito a terra durante la finale di ritorno dei playoff di Lega Pro. Gara sospesa e tensione tra i giocatori in campo, dopo diversi minuti la partita è ripresa. :facepalm: Compartilhar este post Link para o post
George Kaplan Publicado 12 Junho 2016 Pisa subiu. Total 5-3 com o Foggia Compartilhar este post Link para o post
Taj Publicado 13 Junho 2016 pjanic, ca filha da p*ta de contratação. para mim sempre foi dos melhores e mais underrated médios dos últimos anos. embora seja um judas do crl, acho que é o clube certo para ele. maquinão, dos meus jogadores favoritos se não venderem o pogba, têm mais que equipa para trazer a champs. com cavani então.. Compartilhar este post Link para o post
johan Publicado 13 Junho 2016 Tinha que partilhar este post sobre um dos meus jogadores preferidos. Está extraordinário. Le follie dell'Imperatore..Di quello che successe prima, ricordo solo l'afa. Ricordo solo il tremendo caldo di quella sera. Le zanzare e le luci appannate. Non ricordo bene quanti secondi mancassero alla fine della partita, saranno stati una trentina o poco più. Non ricordo bene chi si guadagnò quella punizione dal limite. Non ricordo molto prima di quel momento. È come se la mia mente avesse voluto volutamente cancellare ciò che avvenne fino a quel momento, come se non fosse importante. Ricordo solo che ero a cena al mare con la mia famiglia, e tornai giusto in tempo per assistere a quell'apparizione. Sì perché nel cuore sensibile di un adolescente, una tale giocata è pari alla scesa di un Dio sulla terra. È pari ad uno shock dell'anima, ad un qualcosa che ti entra così dentro da non poterlo togliere più. Neanche lavando per bene la coscienza fino in fondo. Mai più. Diventa ben presto parte di te, e ti segue per l'eternità dandoti la mano, accompagnandoti pure a letto, pure al cesso se necessario, così che da quel momento in poi diventa un tuo metro di paragone interiore da usare da qui fino a che l'ultimo respiro non decide di lasciare il tuo corpo. Agli occhi di un adolescente sensibile al romanticismo, di un innamorato cronico, una simile punizione, una simile poesia sotto forma di castigo biblico, era e sarà per sempre puro misticismo. Pura venerazione. Miele per l'anima. Soltanto ambrosia per gli occhi. Penso che a quella età, e non solo, siano più sacri, più religiosi, più degni di devozione e di rispetto calciatori così che tanti veri santi e sacerdoti come vogliono farci credere. Ricordo bene quel momento. Quello sì. Sul pallone arrivò lui, quell'esile brasiliano senza un filo di barba, senza neanche un capello in testa in omaggio al suo mito, al mito di tutto, un giovane ragazzo che i giornali italiani avevano già sentenziato come 'bidone', raccontando che, i dirigenti del Flamengo, una volta riusciti a venderlo in Italia, decisero di stappare una bottiglia del loro miglior champagne, quasi come a voler festeggiare quella specie di 'truffa legalizzata' nei confronti dell'Inter. Avevo poco più di quindici anni e quella estate non la scorderò mai. Dico davvero. 14 agosto 2001 L'estate dei miei quindici anni. È come se ancora il suo vento mi scompigliasse i capelli. È come se ancora il sale del suo mare, dei suoi giorni, ancora mi bagnasse le labbra e irritasse i miei fragili occhi. È come se le stelle delle sue notti ancora vegliassero su di me e su quel cuore di adolescente, che di lasciare questo petto e di iniziare a crescere sul serio, proprio non ne vuol sapere. È come se quelli amici di un tempo, qualcuno oggi sposato, qualcuno scappato chissà dove, qualcun altro ancora, invece, ahimè andato per non tornare più, giocassero ancora con me su quella spiaggia davanti a quei tramonti, mentre l'acqua si colora d'arancio e inonda tutto intorno, e tutta quella sconfinata terra che corre sotto i nostri piedi, nella paese dove sognano i bambini, da lì a chissà dove, diventa tutt'uno con il cielo. Per l'eternità. Come se la ragazza dell'epoca mi stringesse ancora forte quella mano in riva al mare, in mezzo alla tempesta per sussurrarmi 'Non te ne andare mai'. Mai. E così invece non è stato. Ci sono estati ed estati, sai 'Imperatore' ? Come diceva Jan-Michael Vincent in 'Un mercoledì da leoni', molte passano rapidamente, e spesso non lasciano traccia. Passano da indimenticabili a mediocri nel giro di un anno e viceversa. Alcune, per esempio, ti rimangono dentro per sempre. Ricordo estati di quando erano bambino o poco più semplicemente memorabili. Così dannatamente splendide da togliermi ancora oggi il respiro al solo ricordo. Altre da ventenne, invece, senza un senso, mentre altre ancora, sempre in quella decade, da scrivere nella storia delle estati di tutti i tempi mentre con la mia auto nera sfrecciavamo, io e la mia combriccola, con nelle casse il rapper romano di turno tra le luci della notte. Se solo qualcuno tenesse un diario segreto sulle estati di ogni di noi per poi poterlo rileggere solo una volta vecchi. Sarebbe bellissimo. Il mio, alla pagina numero quindici, porterebbe il suo nome. Adriano. Si perché quello stronzo, quel brutto bastardo, quel fottuto ammaliatore, distruttore di sogni, inganna bambini, lui, mi ha stregato esattamente da quella sera. Mi ha stregato, mi ha ingannato e poi mi ha tradito. Umiliato. Distrutto. Maledetto Adriano! Maledetto Imperatore! Mi ha rapito, ha rapito il mio cuore, se lo è scopato per bene per qualche anno, mentre credevo che le cose un giorno potessero cambiare, mentre la notte speravo che quella carriera simile a montagne russe potesse finalmente raddrizzarsi, stabilizzarsi per sempre, e poi, invece, dopo aver abusato di lui per anni, del mio cuore, se ne è disfatto, lasciandolo lì, gettandolo agonizzante sul ciglio di chissà quale buia strada come non si fa neanche con le bestie. Aprendomi gli occhi. Facendomi piangere l'anima. Per anni. Sì perché lui, quel maledetto impostore, poteva semplicemente esser tutto, e invece decise, purtroppo, di non esser niente. Poteva essere il più grande calciatore della decade, della sua decade, del suo decennio, forse anche di più, ed invece non è stato neanche troppo piccolo da poterlo insultare. Non vale neanche il tempo di mandarlo a fare in culo tanto mi sento ferito. Quel giorno prima di ferragosto di tanti, purtroppo, anni fa, Adriano mi ha rubato il cuore, per non ridarmelo più. Ho sempre pensato che sono esattamente calciatori così che ti fanno capire che c'è vita oltre la figa, o almeno non c'è solo lei, oltre le uscite con gli amici. Sono uomini così, stupendamente autodistruttivi, uomini che potevano essere imperatori e che invece non sono stati mai niente, neanche servi, neanche schiavi, che ti fanno credere che il calcio sia uno stupendo straziante mondo meraviglioso dove non sempre il migliore vince e si afferma. Uomini che hanno deciso di implodere su se stessi invece che di brillare nel cielo. Uomini che, come diceva l'immenso Jack Kerouac nel suo capolavoro 'On The Road' ' che bruciano come candele romane nella notte'. Sono calciatori così che ti fanno innamorare del pallone, per non lasciarlo più, ma allo stesso tempo ti fanno capire quanto questo sport sia ingiusto e crudele. Sono giocatori così che ti fanno aggrappare al 'maledetto calcio' come un appiglio in mezzo al mare quando le cose non vanno come dovrebbero, come quando tu speri che invece vadano bene, come quel cuscino che ognuno di noi ha stretto forte a sè almeno una volta nelle notte più triste della proprio vita. 'Ora che senso ha tutto questo, qui, senza di te ?' Tolto Ronaldo, perché Ronaldo era, è e sarà per sempre fuori concorso proprio, perché è impossibile competere con lui, giocava e gioca ancora oggi, a distanza di anni che paiono secoli, un campionato a parte nei cuori di tutti i ragazzini del mondo nati negli anni '80, che siano essi stati tifosi del PSV, del Barcellona, dell'Inter e non. Sì perché Ronaldo è stato il Maradona dei nostri tempi, il Pelé della nostra era, e per noi sarà per sempre il più forte di tutti. Semplicemente 'Il Fenomeno'. Per noi c'era Ronaldo, e tutto il mondo fuori. Ho visto fare cose a Ronaldo che nessun cristiano al mondo nella storia dell'umanità ha mai fatto neanche con le mani, figuriamoci coi piedi. Ho sempre pensato 'Ma Dio nei momenti di sconforto, a chi si aggrappa!? A chi chiede forza!?'. Ho sempre pensato che anche Dio abbia a sua volta un Dio da pregare nei momenti più bui, quando gli umani magari gli rimproverano colpe che neanche lui sa risolvere. Ecco, quel Dio, per me, non può che essere Ronaldo. Esattamente il mio Dio. Il nostro profeta. Messi, per quanto disumano sia, lo dico davvero, perché Messi non può essere nato su questa terra, ha avuto due grandi, grandissime fortune. La prima è quella che Ronaldo aveva due ginocchia più fragili del cuore di Julian Ross, e questo ha sempre pregiudicato la sua carriera, se pur mostruosa. Immaginatevi solo per un istante cosa sarebbe stato 'il Fenomeno' con due articolazioni normali. Forza, pensatelo! Oggi forse ci sarebbe stato un gruppo di fanatici religiosi, al pari dell'Isis, che inneggerebbero a quella divinità coi 'dentoni' e la testa rasata e cercherebbero di instaurare qualche califfato in Brasile in nome di Luis Nazario da Lima da Bento Ribeiro. Forse oggi tutti noi pregheremmo Ronaldo. Veramente, non solo in modo platonico. La seconda fortuna dell'uomo della storia per il Barcellona, un pò come la leggenda narra che fu la bellezza di George Best per Pelé, forse è stata quella di non aver giocato, di non essere nato nello stesso periodo di Ronaldo, altrimenti, ho paura, che Messi, se pur, ripeto, ultraterreno, immortale, anche solo lontanamente concepibile per i comuni mortali, tutto quello che volete voi, si sarebbe dovuto reinventare terzino per farsi notare, e al posto di Moriero, forse ci sarebbe stato lui a fare da 'sciusciá' al nostro idolo di sempre. E per sempre, sopratutto. Ronaldo è unico. C'è solo lui. Poi il resto del calcio. Comunque, dicevamo.. Tolto Batistuta, tolto Crespo, tolto Drogba e qualche altro mostro sacro, beh ecco, io non ricordo attaccante più forte di Adriano per quelli della mia generazione. Un potenziale devastante. Incredibile. Quasi aleatorio. Mistico. Un talento avvolto da un'aurea di luce come sopra un santino da quattro soldi, di quelli che ti vendono fuori i santuari per fregarti per bene. Perché i nostri santini, quelli veri, non portano la tunica, ma scarpe coi tacchetti e calzettoni bassi. Adriano, il ragazzo bambino che nella favela chiamavano 'Pipoca', 'pop corn', e che ben presto si trasformò in imperatore dei due mondi: il Sudamerica e l'Europa. Un fisico imponente al servizio della classe più sopraffina. Della potenza esplosiva fatta uomo. Una montagna di muscoli e addominali usati come una corazza indistruttibile, esattamente come Leonida doveva usare il suo scudo nelle Termopili contro Serse e il suo esercito. Due spalle grosse e fragili che avrebbero potuto sorreggere il mondo, e che invece non ebbero neanche la forza di sostenere quella gloria inaspettata. Veloce come il vento. Come le bombe che solo lui sapeva tirare. Sarei anche andato all'inferno al suo fianco, se solo me lo avesse chiesto. Se solo avesse capito veramente di cosa era capace. Se solo avesse preso coscienza del suo potenziale, della sua forza, della sua magnificenza, del suo disarmante talento avrebbe fatto scappare chiunque avesse avuto il coraggio di pararsi dinnanzi a lui. Non ci sarebbe stata guerra che non avrebbe potuto vincere. Un sinistro così può cambiare le stagioni, modificate il corso del tempo, deviare il naturale scorrimento delle cose. Il 'de rerum natura' Quando quel giorno di tanto estati fa, quella punizione attentò alla vita di Casillas e compagni, io non potevo credere che quello che avevo appena visto fosse vero. Che quella sassata terrificante fosse successa veramente. Mio padre venne verso di me e nel suo toscanaccio stretto esclamò 'Ce l'ha imbullettato' [tecnicamente 'Lo ha inchiodato'] Non vidi neanche partire la palla. Non la vidi neanche rimbalzare in rete. La vidi soltanto secondi dopo, quando aveva smesso di prendere fuoco, e scivolava delicata sul manto erboso. 185 km/h. 51,389 metri al secondo. Non so se avete presente che cosa deve essere vedersi passare a fianco un oggetto scagliato a 185 chilometri orari. È la stessa velocità con cui Valentino superava e sverniciava Gibernau ai tempi d'oro. È la stessa velocità con cui Roberto Carlos mandava messaggi d'amore agli estremi difensori. Con cui gli uragani si manifestano. Adriano trasformò il pallone in una Lamborghini scagliata a folle velocità contro un povero portiere e i suoi scagnozzi. Roba da denuncia. Roba da ergastolo se solo fosse previsto reato per tutto questo. 'Eccesso di potenza', 'manifesta superiorità', 'attentato alla sicurezza nazionale'. La mente di un povero ragazzo di quindici anni non può neanche concepire un simile tiro. Non può neanche minimante pensare ad una simile violenza sotto forma di cuoio, figuriamoci provare a imitarla o sperare di rivederla un giorno. Ma dove!? Ma da chi!? Da quelli che ci sono adesso? Con le scarpette rosa e le sopracciglia rifatte!? Per carità.. Non hanno neanche la forza di reggersi in piedi, questi. Si romperebbero un piede. Praticamente impossibile. Roba da matti un tiro così, roba che se una bomba del genere ti colpisce in pieno volto non ti scomodare neanche a chiamare l'ambulanza, ma salta tranquillamente tutte le tappe e mettiti d'accordo direttamente col becchino. Adriano! Adriano non tirava. Adriano scagliava contro gli avversari maledizioni. Adriano trasformava innocue azioni in flagelli di Dio. In cataclismi naturali. In catastrofi climatiche. In terremoti artificiali. Adriano mutava la sua rabbia nella ira di Zeus. Adriano è stato il testamento di una generazione bruciata. Di una gioventù persa nella polvere del tempo. Il testamento di ragazzi riposti nella soffritta dell'umanità. Dio mio Adri! Perché !? Perché tutto questo!? Come hai potuto ridurti così!? Cento chili di pena e tristezza? Come hai potuto farmi una cosa simile!? Al mio cuore!? Chi pensa al mio cuore!? Come hai potuto scherzare in questa maniera con i mie sentimenti!? Coi nostri sentimenti!? Quelli miei e di un altro paio di milioni di sognatori come me che quella notte di mezza estate, così come tante altre notti ancora dopo, non avevano occhi solo che per te. Ho rinunciato a uscire con gli amici per vederti. Ho rinunciato a ballate, cene, viaggi solo per ammirarti. Ho sempre rinunciato a tutto per te. 'Ho preso tre a matematica. Sai il cazzo chi mi frega' mi ripetevo 'domani gioca Adriano'. Ricordo il Leite Ribeiro di Parma e nella mia testa, tolto ovviamente come già detto l'innominabile Luis Nazario e il Batigol di Roma e Firenze, non riesco a trovare un giocatore che mi ha più impressionato di te! Non ricordo un simile potenziale. Simili bordate. Un senso così devastante. Una simile magia buttata nel più squallido cesso di Rio de Janeiro. Nel peggior bar di Milanoz Adriano, Mutu e s'abbracciamo! Adriano! L'uomo che non faceva partire dei semplici tiri, ma secchiate di calcinacci devasti! L'uomo che sapeva usare sia la sciabola che il fioretto. Che quando ce n'era bisogno tirava fuori dal cilindro una classe sopraffina. Purissima. Che pensi non possa sostare dentro un corpo simile. Dentro un armadio di quelle dimensioni. 'La classe è per i piccoli' pensa qualcuno. Beh, si sbagliano di grosso. Adriano ha buttato via un patrimonio che spettava al mondo intero. Ecco perché l'Unesco dovrebbe denunciarlo per crimini contro l'umanità. Ha dilapidato un potenziale pauroso per qualche, milione di, bicchiere di troppo. Per le enormi follie da imperatore che lo hanno rincorso quando invece a rincorrerlo doveva essere qualcuno che lo capisse. Che gli stesse vicino. Per qualche serata in più, per il Carnevale, per qualche super figa depilata, per qualche culo parlante dipinto da Giotto in persona tanto da sembrare un mappamondo diviso a metà, per qualche pompino rubato, mentre il tempo infame passava ingestibile, inesorabile, e si consumava lento come la vita di una sigaretta, e si portava via con se sempre di più quel talento fantastico, i nostri idoli, i nostri sogni, la nostra fantastica giovinezza. Quegli anni unici, che non torneranno più. Quel genio calcistico unico. La 'Copa America 2004' in Perù, vinta praticamente da solo, e con quella storica finale contro gli odiati nemici di sempre, gli argentini, che gli costò l'appellativo di 'Imperatore', non può essere solo un caso. No. Non può. Non voglio crederci, altrimenti devo ammettere di aver buttato via la mia seconda adolescenza calcistica. Non torneranno più sere così. Quei gelati con i loro gusti particolari. Speciali. Quelle stelle e quelle notti. Quelle braccia alzate a ringraziare il cielo e a salutare il padre. Non torneranno più quei baci rubati nella notte. Quelle sere di fronte a quel mare. Il rumore di quelle onde. Quel fuoco. Quelle sere passate a ballare Gigi D'Agostino e Robert Miles. Quelle corse dalle cene del mare per assistere ad un trofeo che non voleva un benemerito cazzo per nessuno, ma che, per un bambino malato di calcio, era semplicemente tutto il suo mondo. Tutto il mondo possibile. Tutto ciò che questa terra può offrirgli. Non torneranno più simili punizioni. Simili attentati terroristici sotto forma di tiri, alla faccia di al-Qaeda. Non tornerà più quella sensazione di immortalità. Quella sicurezza di onnipotenza che Adriano riusciva a trasmetterti, ma che invece ben presto si rilevò la più fragile tra quelle umane. Al di là di quella corazza. Di quel corpo alla 'Hulk' che mostrò un giorno di maggio a Empoli. Altro che l'Hulk di adesso. Quella poesia di strada scritta su un muro. Quel dolce amaro gusto della vita che si ripresentava sempre alla fine di ogni maledetta estate, quando la scuola tornava a bussare e tu per mesi te l'eri completamente scordata. Il gol al Perugia, l'epica cavalcata contro l'Udinese, la giocata pazzesca di Valencia, la traversa contro il Palermo che se qualcuno va lì a toccarla forse si accorge che tentenna sempre, il gol di tacco 'alla Crespo', nella terra dei 'gol alla Crespo', al Milan quando giocava nel Parma. Non torneranno più molte cose. Non tornerà quel calcio, quello a cavallo degli anni '90 e inizio anni 2000, e questa forse è una delle cose che mi fa più male. Sono anni che nella mia mente, ma penso nella mente di tutti quelli che li hanno vissuti così, con quell'amore dentro gli occhi, con quella luce dentro il cuore, sono unici. Irripetibili. Senza nessun difetto. Nessuno. C'era poesia nell'aria, c'era magia. Molti ragazzi di oggi hanno un approccio più statistico, più realistico nei confronti del calcio, più matematico magari, e questo, alla fine, non può essere che un bene, certo, ma non saranno mai dei sognatori come noi. Dei romantici come noi. Non avranno mai i nostri occhi C'erano giocatori che oggi non esistono più. Già. Sì perché ai tempi esistevano tipi di calciatori ormai scomparsi. È stata una decade che ha scritto l'ultimo testamento calcistico, quello di una generazione di fenomeni che purtroppo non torneranno più. Magari ce ne saranno altre, altrettanto belle, esattamente come quelle notti che trascorrevamo a sognare, ma nessuna altra al mondo sarà mai come quella. Come quei tempi. Mai. Mai nessuna riuscirà a farmi sentire dentro questo magone che provo nel ricordarla. Mai nessuna riuscirà a distruggermi dentro come lei. Mai nessuna generazione mi bloccherà le parole nel profondo della gola. Mai nessuna mi farà venire gli occhi lucidi e brillanti come lei e i suoi ragazzi. C'erano giocatori che non hanno scritto la storia perché in realtà erano essi stessi storia. Non torneranno più molte cose. Le canzoni di Max Pezzali, mondiali stupendi come Francia '98. Non tornerà quella stupenda poesia decantata nei sobborghi del mondo, quando il calcio globale era così lontano e tutto era così stupendo. Non tornerà niente, va bene, ma almeno non se ne andrà mai quella dolce malinconia di avere la consapevolezza di esser cresciuto nel miglior decennio della storia. Quel fantastico, struggente ricordo. Di aver vissuto calciatori che potevano essere tutto e che in effetti lo sono stati, mentre altri invece potevano esserlo e decisero di non essere niente, in preda alla loro follia manco fossero Caligola. Al loro delirio. Ai loro capricci da bambini perché mai cresciuti, perché mai abbracciati da nessuno veramente mentre stavano diventando grandi. Ma che almeno c'erano nelle notti più difficili della nostra vita, quando i sogni di una notte di mezza estate non riuscivano a vincere sugli incubi e abbracciare qual cuscino, molte volte, non bastava. E questo, a me, sinceramente basta. È più importante di qualunque gol e qualunque trofeo mai vinto. Grazie di tutto, lo stesso. Nonostante tutto, grazie mille Adrianone. 1: 2: 3: 4: 25 Febbraio 2016 #lefolliedellimperatore Compartilhar este post Link para o post
Mary Publicado 13 Junho 2016 (editado) Que Marottada do caneco. Este gajo arrisca-se a tornar-se uma lenda na categoria dos directores desportivos. Quanto ao Pjanic dá um passo em frente na carreira e é o tipo de jogador que fazia (muita) falta á Juve: eximio nas bolas paradas, capacidade para jogar como trequartista e possibilitar o uso do 4-3-1-2, capacidade para ser um dos 3 médios do 3-5-2, e uma qualidade tecnica que mais nenhum médio da Juve possui. Pode tornar-se um dos jogadores mais influentes da Juve nos próximos anos e espera-se que ajude a ganhar muitos titulos. :::: (Pirlo) Pogba Marchisio Khedira Pjanic = 32 Mln Kondogbia = 40 Diferenças e competência. Editado 13 Junho 2016 por Mary Compartilhar este post Link para o post
johan Publicado 13 Junho 2016 :mrgreen: É desnecessária mas é bem metida. Exceptuando o Khedira - reconheço-lhe competência mas, mesmo assim, não me enche as medidas - trocaria qualquer um que ele mencionou por um combo Kondogbia + Medel. São jogadores brutais e de outro nível qualitativo. Compartilhar este post Link para o post
Refutador Publicado 13 Junho 2016 (Pirlo) Pogba Marchisio Khedira Pjanic = 32 Mln Kondogbia = 40 Diferenças e competência. :handclap: Compartilhar este post Link para o post
Simeone Publicado 13 Junho 2016 O Foggia e o Pisa, treinado pelo Gattuso, subiram à Serie B. Compartilhar este post Link para o post
Hardaway JR Publicado 13 Junho 2016 Que equipa d crl da Juve... Ou algum clube de Milan faz um investimento mesmo maluco ao nível do do PSG ou vai ser mais um ano a limpar tudo para a Juve E já agora mesmo em 3-5-2 o Chiellinj encosta. Buffon Rugani - Barzagli - Bonucci Dani Alves - Marchisio - Pogba - Pjanic - Alex Sandro Dybala - Morata? Cavani? Compartilhar este post Link para o post
johan Publicado 14 Junho 2016 (editado) O Foggia e o Pisa, treinado pelo Gattuso, subiram à Serie B. só subiu uma. Editado 14 Junho 2016 por johan Compartilhar este post Link para o post
Eden Hazard Publicado 14 Junho 2016 Que equipa d crl da Juve... Ou algum clube de Milan faz um investimento mesmo maluco ao nível do do PSG ou vai ser mais um ano a limpar tudo para a Juve E já agora mesmo em 3-5-2 o Chiellinj encosta. Buffon Rugani - Barzagli - Bonucci Dani Alves - Marchisio - Pogba - Pjanic - Alex Sandro Dybala - Morata? Cavani? O Cavani deve ficar no PSG. Compartilhar este post Link para o post
Poeira Publicado 14 Junho 2016 Nada contra a Roma, mas se tudo correr como normal, o Pjanic finalmente juntará ao seu currículo os títulos colectivos que há muito merece. Um dos médios mais underrated do futebol actual, e um dos jogadores que mais gosto me dá ver jogar. Compartilhar este post Link para o post
Phil Publicado 14 Junho 2016 Devia ter substituído o Modric em 2012 :( Compartilhar este post Link para o post